Non ricordo i nomi, i numeri, le cose che devo fare.
E temo andrà sempre peggio.
Quando eravamo bambini e non esistevano i telefoni cellulari sapevamo a memoria tutti i numeri di telefono dei compagni di classe, a volte anche i numeri di casa della nonna dei compagni dove spesso li chiamavamo. Sapevamo a memoria le date dei compleanni, gli indirizzi e i nomi degli amici degli amici.
Poi è arrivato il bancomat, la banca on line, il token, le password per ogni cosa.
Sono arrivati i cellulari e i numeri visibili.
La scuola è finita e con lei sono finite le poesie a memoria e le tabelline (la mia bambina per recitare le poesie si metteva dietro la libreria perché non voleva la guardassi e le tabelline me le diceva al citofono 😊😊).
Abbiamo troppe cose da memorizzare e troppa poca abitudine a farlo?
Oppure stiamo semplicemente invecchiando?!
Tutto è bene quel che finisce bene. Il commesso dell'anno, Giorgio, ha avuto una pazienza enorme e piano piano sono riuscita a fare mente locale e a trovare la partita IVA in una vecchia mail. È inutile dire che l'ho ripetuta a memoria tutta la sera.