mercoledì 11 novembre 2015

The End!

Non scrivo ormai da oltre due mesi.
E nell'ultimo anno ho scritto molto poco.
Ho voluto tanto questo spazio anche se ci ho messo del tempo a decidere di iniziare.
Gli ho dedicato tempo, amore, entusiasmo e sono stata ricompensata da tutti quelli che spesso mi scrivono per dire che hanno letto o che mi chiedono: ma ultimamente non hai scritto? 
L'ultimo anno è stato pesante per via del lavoro e di varie vicende personali. Tutto risolto sempre con il sorriso.
Il blog lo amo troppo per abbandonarlo al suo destino. 
Per cui ho deciso di chiudere questa prima edizione.
Ne farò un libro e lo regalerò a tutte le mie amiche e ai miei lettori.
Poi chissà tra qualche tempo ritornerò.

Ci ho pensato a lungo e penso sia la scelta più giusta. Non perché non abbia più niente da scrivere....ANZI! Ma nella vita non si può fare tutto e soprattutto bisogna fare quello che si ha voglia di fare. Io per adesso non ho voglia ma solo perché mi sto concentrando su altro.
Ho appena cambiato lavoro dopo quasi 11 anni. Non ho solo cambiato studio ma anche tipo di lavoro. Sono contentissima ma dovrò dedicarmi a tempo pieno per fare tutto al meglio come sono solita fare.

Grazie a tutti!!!
È solo un arrivederci.....

martedì 25 agosto 2015

E tu di che whatsApp sei?

WhatsApp è un sistema di messaggistica istantanea scaricabile su qualsiasi smartphone. Il significato è un gioco di parole tra l'inglese What's Up (come va) e le applicazioni (App, appunto) degli smartphone.
C'è spazio per una piccola foto e per l'indicazione di uno 'stato'. Si può scegliere tra gli stati predefiniti, come batteria scarica- non posso parlare solo whatsApp oppure inserirne uno a scelta.
Molti usano citazioni o frasi a loro care, molti altri emoticons e molti altri niente.
La foto di WhatsApp è tutta un programma e davvero dice tante cose di noi.
Ecco una mia personalissima classifica:
- foto dei figli. Soprattutto se bambini. A parte il fatto che mi sono sempre chiesta se i figli metterebbero mai una foto dei genitori, mi chiedo sempre più spesso - e la domanda è rivolta anche a me stessa - perché? Li vogliamo esibire? Li vogliamo vedere tutte le volte che usiamo whatsApp? Li riteniamo più belli e presentabili di noi? Tutto è possibile. Una cosa è certa. Nonostante si sia nell'era dell'emancipazione femminile e della lotta contro la disparità di genere, avere figli - soprattutto per le donne - si è trasformato da fenomeno naturale a conquista e status sociale. 
- foto del titolare dell'utenza. Qui ci sono molte categorie. Dalla foto in posa (che viene sostituita spessissimo da altra foto, sempre rigorosamente in posa), foto spontanea (frequente in vacanza), foto in coppia (di solito resta lì per molto tempo), foto di gruppo (anche questa da collegare alle vacanze). La foto in posa è il Top! :-)
- paesaggi. Qui si va dai tramonti alle montagne innevate. Chi usa queste foto non è un appassionato di natura ma semplicemente non ha voglia di esibire la propria foto. E di solito non la cambia per mesi. In questa categoria rientrano anche coloro che mettono foto di dipinti, oggetti d'arte, animali, ecc.
- frasi. Queste sono poco diffuse ma ci sono. Sostituiscono la frase dello stato e - solitamente- restano lì per mesi.
- animali domestici (propri). Questo è solo amore. E anche in questo caso non si cambiano spesso.
- senza foto. I miei preferiti:-) esibiscono (perché sempre di esibizione si tratta) una personalità forte e decisa. Non ti dico dove sono nè con chi .....

Piccolo accorgimento per chi ha un solo telefono e lo usa sia in privato sia per lavoro. Evitare foto troppo osé o in qualche modo compromettenti. Il nostro profilo whatsApp è visibile a tutti coloro i quali hanno il nostro numero in rubrica.

E infine....io personalmente adoro quelli che non vogliono fare vedere gli accessi....non è possibile vedere quando si sono collegati l'ultima volta ma solo se sono in linea. 
Una volta il controllo degli accessi serviva a capire se il nostro messaggio era stato letto. Adesso non è più così perché whatsApp ci ha fregato (o meglio ha fregato chi non vuole rispondere nonostante abbia letto) evidenziando in blu i messaggi ricevuti e letti.
E allora perché non voglio fare vedere gli accessi? Privacy immagino sarebbe la risposta se lo chiedessi a qualcuno. In questi casi mi chiedo a mia volta .....ma siamo davvero così sicuri che a qualcuno interessi? 

venerdì 21 agosto 2015

Paperiare.....

È Una definizione bellissima, originale e soprattutto 'calzante' che è stata data da Eduardo De Filippo al rumore provocato dalle ciabattine infradito.
Ho appena letto che una grossa banca internazionale avrebbe proibito ai suoi dipendenti di recarsi al lavoro con le infradito....immagino che il divieto sia stato esteso a tutte le ciabattine a prescindere dal fatto che fossero di cuoio, di pelle o di gomma, per il semplice fatto che, per belle, eleganti e griffate che possano essere sono sempre scarpe super estive e modaiole non adatte ad un ambiente di lavoro.

Chi mi conosce sa che la decisione della banca mi trova più che d'accordo. In estate nonostante gli uffici siano freddi (per via dell'aria condizionata) si apre la lotta a chi è più spogliata (il femminile è d'obbligo perché spesso gli uomini sono 'costretti' all'uso della giacca), a chi è pronto per la spiaggia e a chi esibisce piedi nudi. Perfettamente curati, per carità, ma sempre nudi!

La giornalista che commentava la notizia ha aggiunto che lei in un impiegato preferisce apprezzare le doti di gentilezza, cortesia e competenza.

L'uno non esclude l'altro. Anzi.

Il modo in cui ci presentiamo, sia per cosa indossiamo sia per la cortesia (la competenza viene fuori solo in un secondo momento) è il nostro biglietto da visita.

Essere in ordine è segno di rispetto per noi prima di tutto, per i nostri colleghi e per i clienti o comunque per le persone con cui abbiamo a che fare per lavoro.

Non credo che la banca in questione si sia svegliata una mattina e abbia imposto la regola. È evidente che ci sia stato un abuso che, in qualche modo, andava arginato.

Il lavoro è lavoro. Il mare è la vacanza sono altra cosa....

Ps. Io sono in vacanza

lunedì 10 agosto 2015

Diversamente originali

Non sapevo....è questo è un segno di stanchezza e di invecchiamento...o semplicemente la cosa non mi interessava particolarmente, che lo scorso weekend si sarebbe celebrato il matrimonio religioso tra Pierre Casiraghi e Beatrice Borromeo. 
Guardando le foto e il parterre di invitati non mi sono stupita più di tanto. Lui è di nobili origini, lei anche ed è pure imparentata con la famiglia Agnelli. È più che normale che non ci sarebbe stato nulla di particolarmente originale. Tutto impeccabile, invitati e abiti glamour, champagne, location incantevole.

Mi chiedevo come mai, tranne che in rarissimi casi, non ci sia mai un guizzo di originalità tra i rampolli delle famiglie blasonate. Per originalità non mi riferisco al look di Lapo Elkann ma al fatto che sposandosi tra di loro questi ragazzi faranno la vita che hanno fatto i loro genitori, frequenteranno gli stessi luoghi e le stesse persone, passaranno da una barca ad una pista da sci...e troveranno tutto questo normale e neanche troppo entusiasmante perché è il solo mondo di 'vivere' (non di divertirsi) che conoscono.

Esplorare mondi nuovi non significa solo viaggiare anche perché se viaggi con il jet privato e vai nel resort esclusivo, puoi essere anche all'altro capo del mondo ma in fondo non avrai fatto un passo. Esplorare mondi nuovi può anche voler dire imbattersi in persone diverse da noi e sol per questo interessanti.

Non dico affatto che chi è ricco, bello e famoso, debba vivere come un poveraccio o che un matrimonio glamour sia anacronistico, dico che tutto è scontato mentre potrebbe non esserlo.

Dico che se Pierre Casiraghi avesse conosciuto all'università Bocconi una delle tante meravigliose ragazze che frequentano l'università grazie ad enormi sacrifici delle famiglie, forse avrebbe capito che esiste anche un mondo di persone che dietro una laurea hanno anni di studio e di rinunce, di case condivise, di (pochi) soldi da gestire perché sono gli unici a disposizione, di scadenze da rispettare perché i genitori non mantengono i fuori corso, di lavoretti da baby sitter per guadagnare qualcosa mentre si studia.

Volutamente non ho fatto l'esempio del ricco e del povero e ho pensato ad una studentessa fuori sede che comunque frequenta la Bocconi, proprio perché non voglio dire che sarebbe giusto che fosse come nelle favole e che cenerentola prima o poi sposerà il suo principe azzurro. Dico solo che se ci fosse un po' più di apertura all'altro, forse questi giovani rampolli si mischierebbero più facilmente alla gente comune. Ci sarebbero più persone che potrebbero beneficiare dei vantaggi che l'appartenenza a  certe categorie comporta (e questo è un principio di uguaglianza) e ci sarebbero più ragazzi curiosi di conoscere mondi nuovi, stupiti di vedere case e famiglie normali, entusiasti di vivere -  una volta tanto - un po' sotto le righe.

Speriamo nelle prossime generazioni....intanto auguri, figli biondi e nomi esotici.


domenica 19 luglio 2015

Cu bedda voli pariri peni e duluri avi a patiri

Lo diceva mia nonna Lina e non l'ho trovato - nella stessa formulazione - tra i proverbi siciliani, quindi credo fosse una sua rivisitazione.

È quello che ho pensato quando la scorsa domenica alle ore 10 in una Milano torrida e semivuota, da Wow Nail c'era il pienone.
Giovani e giovanissime signore con i piedi a mollo e le mani tese, pronte a fare i c.d. finish touches. Mani e piedi sempre in ordine.

Mi sono ricordata di aver letto qualcosa di divertente nel diario di Bridget Jones. Oggi sono andata a ricercarlo. 'Essere una donna è peggio che essere un contadino...è un continuo potare e spruzzare antiparassitari: ci sono le gambe da depilare, le ascelle da rasare, le sopracciglia da strappare, i piedi da strofinare con la pomice, la pelle da esfoliare e idratare, i punti neri da schiacciare, le radici dei capelli da colorare, le ciglia da tingere, le unghie da curare, la cellulite da massaggiare, gli addominali da esercitare. L'intero processo è così armonico che ti basta trascurarlo per qualche giorno perché vada tutto in vacca. A volte mi chiedo come sarei se lasciassi fare alla natura: con una barba folta e i baffi a manubrio da ciascun ginocchio in giù, le sopracciglia a cespuglio incolto, la faccia come un cimitero di cellule morte, un'eruzione di punti neri, le unghie lunghe e adunche come quelle di un'arpia, cieca come un pipistrello e tutti gli animali delle specie inferiori in quanto senza lenti a contatto, con un corpaccione flaccido che mi tremola tutto attorno. C'è da meravigliarsi se le donne non si sentono sicure di sè?'

Senza arrivare a questi estremi Bridget in fondo aveva ragione. 

Se è vero infatti, come ci dicono gli studi di mercato, che gli uomini stanno superando le donne in fatto di cura del corpo (io in profumeria non li ho mai incontrati), è altrettanto vero che per far ciò gli uomini fanno cose anche piacevoli: la palestra, qualche crema in più e per alcuni (che spero di non incontrare mai sulla mia strada) la depilazione.

Non credo ci siano uomini perennemente a dieta, uomini che dopo tre settimane devono correre a fare la tinta o la ceretta. Non credo soprattutto che ci siano uomini che alle 10 di mattina di una domenica di luglio vanno da Wow Nail per fare manicure e pedicure rinunciando alla possibilità di dormire un'oretta in più.

martedì 14 luglio 2015

ho due fratelli più grandi

e li amo moltissimo.
quando erano piccoli li chiamavano Attenti a quei due. Erano amici, complici e avevano un unico obiettivo: uccidermi!
Un po' li capisco. Sono arrivata dopo quattro anni a sconvolgere il loro consolidato equilibrio. E per di più ero femmina. Scherzando io dico sempre che mio papà non sa come mi chiamo perchè mi ha sempre chiamato Amore. Un po' è vero....
Adesso i miei fratelli (i fratellini come li chiamo io) vivono in due città diverse e sono come il giorno e la notte. Diversissimi ma sempre amici.

Da qualche mese su Radio2 nel pomeriggio del weekend va in onda un programma dal titolo Max 10 pezzi. Conduttori radiofonici di Radio 2 presentano e raccontano la loro playlist.
Ho notato che chi ha avuto dei fratelli più grandi ha sempre una playlist influenzata dalle scelte musicali dei fratelli.

Quando ogni tanto mi capita di dire parolacce (in passato accadeva spesso) mi scuso dicendo che sono cresciuta con due fratelli più grandi e ho assorbito il turpiloquio con cui si esprimevano.

Anche le mie scelte musicali, oltre che il modo colorito di esprimermi, sono state influenzate dai miei fratelli.
Nella mia playlist non potrebbero mancare, Father and son di Cat Stevens e Un giorno credi di Edoardo Bennato amate e cantate da mio fratello Guido (l'album di Bennato non farti cadere le braccia lo abbiamo consumato).
Ad Andrea piaceva Battisti e un pomeriggio lo abbiamo ascoltato senza sosta e Andrea è uscito a comprare gli album che non avevamo.
A casa mia si ascoltavano i Beatles, i Police, i Dire Straits, Pino Daniele, Dalla, Morandi, Crosby, Stills & Nash, gli Eagles, i Supertramp, De Gregori, e potrei andare avanti. Sono tutti presenti nel mio iPod.
Mi ricordano i pomeriggi nel salone della casa più bella del mondo (la nostra casa di Messina) quando io bambina guardavo ammirata i miei fratelli grandi e mi sentivo felice di poter stare con loro.
A casa nostra lo stereo era in salotto, c'era sempre un disco sul piatto e qualcuno che ascoltava musica. Erano i tempi dei Camperos (con cui Guido ha distrutto un tappeto!), della caccia al tesoro organizzata dalla radio locale e delle pizze il sabato sera. Io ero piccola e restavo a casa. Ero piccola e felice.
Adesso mia madre ha avuto una mega idea: una chat su whatsApp in cui ci siamo solo noi. Si chiama Noi 5 e io mi sento tornata ai tempi dei pomeriggi in salotto. 

domenica 28 giugno 2015

Una o due taglie in più ....e allora?

Se siete sempre state curvy, siete sicuramente belle e senza rughe e questo post non è per voi!

Se invece, siete state - come me - piuttosto magrine e con poche forme, se non vi è già successo succederà anche a voi.

Succederà che vi verrà l'insana idea di tirare fuori dall'armadio della casa al mare, dalla cantina o dalla soffitta, un vecchio (adesso che va tanto il vintage) vestito del matrimonio di vostro fratello Andrea, succederà che vi ricordiate che lo avete messo solo in quell'occasione per cui non è affatto vecchio anzi è nuovissimo; nella fattispecie il suddetto fratello per motivi che non mi ricordo si sposò in chiesa al mattino e poi fece una festa la sera. Il vestito in questione era quello della festa quindi, ad andar bene, è stato indossato per quattro ore.  
Succederà che vi ricordiate che il commesso di un negozio super chic, anch'egli super chic, vi aveva detto: vedrà che lo userà anche dopo il matrimonio perché è perfetto per una festa in spiaggia.

Fatto sta che negli ultimi quindici anni nessuno mi ha invitato ad una festa in spiaggia e adesso che devo andare ad un matrimonio a Vulcano, ho pensato, Why not? È giunto il suo momento!

Ho pensato male, malissimo direi. Anche George che mi fa sempre mille complimenti ha dovuto tristemente (in realtà non credo fosse triste) constatare che proprio non mi entrava più e - quel che è peggio - che mai più mi entrerà.

Che fare? A parte pensare a tutte le cose meravigliose che ho fatto negli ultimi quindici anni pur senza essere mai stata invitata ad una festa in spiaggia?

Niente!

Qualche chiletto in più con l'età aiuta. Vengono meno rughe e si ha qualche gradevole curva in più.
Le minigonne o i leggins non li indosseremmo comunque per sopraggiunti limiti di età.

Basta decidere di indossare un altro vestito più recente, o meglio ancora, nuovo e tutto si sistema.

Non ci proverò mai più ad entrare in vestiti che ormai appartengono ad un'altra vita. È una tortura inutile....e crudele.

Come diceva mia suocera se i piatti non si rompono cosa fanno quelli che li vendono? In effetti ogni scusa è buona per dare un po' da lavorare a chi vende vestiti.