domenica 6 ottobre 2013

Torta di mele di nonna papera? No, di Liuzza

La mia torta di mele è buonissima. Si fa in poco tempo e a mano, o meglio, con il cucchiaio di legno. Negli anni ho trovato e provato tante altre ricette ma la mia resta la migliore.
Non per vantarmi ma davvero non ricordo nessuno che non abbia fatto il bis!

La ricetta mi è stata data da Marisa, amica di famiglia e cuoca spettacolare, ai tempi della preparazione della laurea. Ricordo che i pomeriggi a casa a studiare, prima per la tesi e poi per l'esame di avvocato erano intervallati da una tazza di tea e una fettona (adesso mi devo accontentare di una fettina) di torta di mele.
A volte facevamo la variante con le pere che era altrettanto buona ma aveva una diversa consistenza e bisognava consumarla subito. La pera infatti è dolcissima e quindi sta bene in una torta (negli ultimi anni infatti si trova dappertutto la torta pere e cioccolato) ma resta più morbida ed più acquosa. 

Poi la ricetta è venuta con me a Milano ed è stata trascritta in un ricettario (il ricettario di casa), che deve avermi regalato qualche amica per Natale, adesso che avevo la mia casetta, ignara del fatto che quel ricettario mi avrebbe seguito da un trasloco all'altro, da una vita (da single) all'altra. La torta di mele è lì, la pagina è un po' sporchetta (sarà caduto il latte o il burro fuso) e, negli anni, si sono aggiunte tante altre ricette e fogli volanti. 

Un pomeriggio ho stupito persino la mia amica Alessandrina (che è una bravissima cuoca).  
Dopo un pranzetto domenicale eravamo rimaste a chiacchierare sul divano e io le ho detto: Hai voglia di una fetta di torta con il caffè? Si, mi ha risposto lei, ma si perde tempo! 
45 minuti dopo la torta eri lì, calda e profumata, sul tavolo della mia cucina. Non siamo neanche riuscite ad aspettare che si raffreddasse. Ale ha voluto subito la ricetta e credo che anche lei la faccia ancora.

Ecco la ricetta.
Ingredienti
100g di burro;
150g di zucchero;
1 bicchiere di latte;
4 uova;
300g di farina;
1 bustina di lievito per dolci;
1kg di mele;
scorzetta di mezzo limone.

Preparazione:
Fondere il burro a fuoco lento e mescolarlo con lo zucchero. Poi aggiungere un uovo alla volta e alternare  con un po' di latte e di farina, mescolando continuamente.
Infine aggiungere le mele tagliate a fette non troppo sottili (se si tagliano prima è consigliabile cospargerle con il succo di mezzo limone) e aggiungere il lievito e la scorza di limone. Cospargere con poco zucchero e riporre in una teglia con i bordi alti precedentemente imburrata e infarinata.
Forno a 180' per 30/45 min. 
Verificare se è pronta infilzando uno stecchino di legno al centro (se resta asciutto vuol dire che è pronta) e fare in modo che venga un po' dorata in superficie. 

Il mio oroscopo di questa mattina diceva: Non c'è niente di più scomodo di un pantalone stretto, perciò, in occasione del cambio di stagione, eliminate tutto ciò che vi va stretto e che fino ad adesso avete conservato in attesa di tempi migliori. Io l'ho interpretata così. Meglio una taglia in più che una vita di sacrifici! 

domenica 22 settembre 2013

Tu sai chi sono io!

Le vacanze sono passate da un pezzo e questo potrebbe sembrare un libro da leggere sotto l'ombrellone. È invece no....pur essendo leggero, divertente e glamour è libro che fa riflettere.

Paola Jacobbi, giornalista di cinema e costume, esperta di celebrities, e inviata di Vanity Fair a tutti i festival del cinema più importanti, da Venezia a Cannes, dai Golden Globe agli Oscar, ha costruito attorno alla sua personale esperienza ed alla sua personale conoscenza di vizi e virtù delle dive di Hollywood e di casa nostra, un libro intelligente e sincero in cui ha provato a guardare quel mondo dorato attraverso gli occhi di una persona normale, che poi altro non sono che gli occhi di Paola, che pur vivendo in quel mondo da sempre e da vicino ne mantiene un consapevole distacco.

'Tu sai chi sono io' (Paola Jacobbi, Bompiani, 2013) è il primo romanzo di Paola ma il suo piacevolissimo modo di scrivere è noto a tutti quelli che leggono Vanity Fair e che hanno letto i suoi libri precedenti (citati nel post http://liuzza.blogspot.it/2012/12/fashion-chic-la-page.html).

È la storia di una ragazza normale che, trovatasi improvvisamente disoccupata capita per caso al seguito di una starletta nostrana in un'isola (inventata da Paola ma che tanto potrebbe somigliare alle isole dei Caraibi dove vengono fotografate le star a Natale o all'inizio della stagione) in cui si intrecciano per caso storie, drammi, vizi e virtù dei vari protagonisti, tutti diversi tra di loro ma tutti accomunati da un'inquietudine di fondo (uno dei mali del nostro secolo) e tutti assolutamente reali. Basta soffermarsi un attimo su ciascun personaggio per trovarvi la versione romanzata, ma neanche tanto, dei protagonisti del nostro star system e dei loro cortigiani.

Paola, con la sua penna arguta, intelligente e mai banale, ha inventato una storia che è e potrebbe essere verissima. Una storia di star viziate, di uomini senza scrupoli, di solitudine e di vendetta, di amicizia e di amore. 

'Volevamo cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato noi' ....per arrivare a leggere questa frase bisognerà finire il libro ed è a quel punto che si capirà che il mondo delle star è bello e glamour finché resta sul tappeto rosso e che la vita vera è un'altra cosa e, perché no, è anche molto meglio!

Buona lettura a tutte le mie 'lettrici' nella speranza che Paola scriva presto un nuovo romanzo!  

La mia stella⭐

La mia stella se n'è andata....dopo avere combattuto per oltre un anno, è tornata tra le stelle.

È stato un anno di speranze, di amore, di amici meravigliosi che non hanno mai smesso di farle sentire il loro affetto, di dolore, di speranze, di delusioni, di forza e di tanta stanchezza.

È stato per me un anno felice in cui sono stata accanto ad una persona meravigliosa, è stata il mio buongiorno e la mia buonanotte, tutti i giorni e tutte le notti, la mia speranza e la mia paura, la mia forza e la mia allegria.

È stato un anno in cui ho provato a fare le cose che non lei poteva fare: come mangiare Sushi, fragole e gelati; in cui sono uscita tutte le sere per avere qualcosa da raccontarle al mattino; in cui ho preso spesso il treno per andare a trovarla (fino all'ultima tremenda mattina di settembre); in cui ho visto i suoi occhi brillanti e luminosi dietro un volto coperto dalla mascherina; in cui ho fatto con lei passeggiate sotto il sole di luglio, condiviso segreti e sciocchezze, scoperto affinità e similitudini, mandato e ricevuto un'infinità di baci, di abbracci, di stelle e di cuori, seguito in TV l'elezione del nuovo papa, cercato portafortuna da regalarle (compresi i cioccolatini a forma di coccinella che non riuscivo a trovare). 

È stato un anno di paure, di grandi gioie e di tanto amore!

È stato un anno in cui lei ha dato forza a me. Stai serena, mi diceva, è tutto a posto. 

È stato l'anno più bello della mia vita ed è finito una mattina di settembre.

La mia stella é tornata tra le stelle ma quello che è stato resterà per sempre e la mia stella continuerà a brillare anche per me.

mercoledì 4 settembre 2013

100 post.....e un viaggio a Cuba!

Siamo arrivati a 100 post, sono davvero molto contenta e non finirò mai di ringraziare chi mi ha incoraggiato ad iniziare, chi mi ha dato e continua a darmi spunti, chi mi legge durante la pausa pranzo, chi mi manda commenti su FB, via email e sul blog. 
Abbiamo parlato di tutto: di uomini, di amore, di donne che amano troppo, di amicizia, di bambini, di usi e costumi, di cucina, di moda, di malattia e voglia di vivere, di libri e di film, di viaggi e vacanze, di sex and the city, di canzoni e cantanti. E di tanto altro. 
Ogni tanto ho paura che gli argomenti possano esaurirsi ma poi penso che ogni post è  come una chiacchierata tra amici. E le chiacchiere tra amici, si sa, non finiscono mai!  

E adesso CUBA. 
Quest'anno abbiamo interrotto la (bellissima) tradizione del viaggio autunnale per fare una lunga vacanza estiva.
Una settimana dai miei al mare e poi Cuba con George e due nostre amiche, Sabrina e Marina. 
Sabrina questa volta non ha temuto di aver perso il passaporto perché gliel'ho restituito (munito di visto!) prima di partire. È arrivata in aeroporto in perfetto orario. Quando l'ho vista ci sono rimasta male perché prima di partire le avevo regalato un capello di paglia e pensavo non lo avesse portato. E invece lo aveva in valigia e lo ha usato tantissimo. 

Marina è arrivata con paio di scarpe rosse a suo dire comodissime e ha esordito dicendo al ritorno le butto via. Purtroppo le scarpe hanno avuto alterne vicende: si sono rotte ben due volte e sono state oggetto di altrettante riparazioni, prima all'Havana e poi a Remedios (come abbia potuto trovare un calzolaio a Remedios resta un mistero!) e sono anche state dimenticate (e recuperate) sul taxi di Fernando a Santiago de Cuba. Il giorno della partenza per l'Italia non le indossava più!

Infine il MIO cappello, dimenticato dovunque è stato sempre recuperato da tutti tranne che da me. E infine è stato dimenticato sull'aereo di ritorno:-(

Sono stati 15 giorni itineranti tra le città dell'isola: abbiamo dormito in casas particulares, viaggiato in aereo (volo interno da Havana a Santiago), pullman, taxi, bici taxi, coco taxi e carrozza! Abbiamo conosciuto la gente del luogo, mangiato nelle case e nei paladar, ballato e cantato!!
Soltanto alla fine ci siamo concessi un we al mare in un resort al Cayo Santa Maria (spiagge bianche e mare verdeazzurro trasparente).  

Mi piace molto, quando viaggio, passeggiare e guardarmi attorno anche da sola. Non guardo quasi mai la guida (anche se poi seguo George e le cose più importanti le vedo) e torno con un bagaglio di profumi, sapori, paesaggi, tramonti e sorrisi.

All'Havana ho amato moltissimo passeggiare tra i vicoli della vecchia città (che in parte è restaurata) l'ultima mattina quando ormai mi sembrava di conoscerla e non avevo una meta precisa, fare colazione sul terrazzo di Mary, la signora che ci ospitava, ballare la salsa (2h ore indimenticabili di lezione alla Casa del Son) e cenare alla Guarida, un ottimo paladar al Centro Havana che si trova all'interno di un palazzo fatiscente. Tutta l'Havana è fatiscente. Ed è per questo molto affascinante e malinconica anche se è indubbiamente triste pensare alla meraviglia che potrebbe essere. Ma sarebbe ancora così affascinante?

Santiago de Cuba è la città - tra quelle che ho visto - più povera di Cuba ma forse anche la più autentica. Si canta ovunque e alla Casa della Trova ho trascorso uno dei pomeriggi più belli della mia vita con un bravissimo chitarrista e un'anziana ed elegante signora che cantavano improvvisando. Abbiamo cantato insieme 'La historia di un amor', un bolero panamese scritto nel 1956 ed interpretato da numerosi artisti sudamericani e spagnoli.  
Quella stessa sera sono stata invitata a ballare ben due volte da altrettanti cubani;) io forte della lezione di salsa e del vestito cubano ho accettato! 
I suddetti cubani pensavano fossi cubana anch'io. Solo vedendomi ballare hanno capito che così non era:-) 

Il centro storico di Camaguey è diventato patrimonio dell'Unesco nel 2008. È piccolo e sembra un labirinto con tante stradine piene di case coloniali molto ben tenute o in corso di restaurazione e tre piazze bellissime.
Abbiamo conosciuto una coppia di artisti (pittori) cubani che si chiamano Ileana Sanchez e Joel Jover. La loro casa pazza (loca), come l'ha definita lei, è un museo: ci sono oggetti di antiquariato e vintage, pappagalli
 e tartarughe, il tutto accompagnato dal sorriso contagioso di Ileana. George ed io ci siamo regalati un quadro che si chiama 'Te cuelgo por el huevo'!
Di Camaguey non dimenticherò mai il sorriso di Sonilde, la ragazza che si occupava di noi nella casa che ci ospitava.

Prima di arrivare a Trinidad abbiamo fatto una breve sosta nel centro di Sancti Spiritus (che è la provincia nella cui circoscrizione si trova Trinidad): la cattedrale Parroquial Mayot del Espiritu Santo è la chiesa più bella che ho visto durante questo viaggio. 

Trinidad è un presepe. È patrimonio dell'Unesco dal 1988 e le sue case coloniali, tutte tenute benissimo, si snodano tra viottoli di pietra, musica a tutte le ore e mercatini di prodotti artigianali. La casa che ci ospitava era piena di persone con una cucina viva e allegra. La nostra stanza aveva due finestre da cui entrava un bel freschetto e ci siamo assopiti ascoltando la musica che entrava da fuori.

Cienfuegos è una città più moderna prevalentemente di mare. Il malecon (lungomare)è più bello di quello dall'Havana. Al Palacio Azul, un piccolo hotel coloniale che si trova a Punta Gorda, ho bevuto il Mojito più buono della vacanza (e non sono stati pochi!!) 
Nel tardo pomeriggio, come spesso accade in questa stagione è arrivato il temporale. Mi sono rifugiata a leggere sul divano della casa che ci ospitava e ho chiesto al proprietario se potevo stare li'. La risposta è stata: Mi casa es tu casa

Santa Clara è una città in cui tutto ruota attorno al Monumento dedicato a Che Guevara inaugurato nel 1997. È un posto immenso e molto suggestivo ma non pacchiano. Per assurdo, nonostante l'imponente struttura si avverte meno che nel resto del paese la speculazione sulla figura del Che. 
Come dice Toto' (nella splendida 'a livella') da morti siamo tutti uguali. E infatti la lapide del Che, nonostante il monumento sia interamente dedicato a lui, è collocata in mezzo a quelle degli altri soldati morti durante la Rivoluzione.    

E infine Remedios, piccola cittadina che ricorda Trinidad, dove ci siamo fermati a pranzo nel più antico caffè della città prima di andare al mare. 

Cuba è un'isola bellissima, molto verde e con un clima tutto sommato gradevole. È molto caldo e umido nelle ore centrali della giornata ma è quasi sempre ventilato. 
Si mangia sano ma poco vario. Prevalentemente riso, gamberi, aragoste e pesce simile al nostro merluzzo, poca carne, tanta verdura e frutta meravigliosa (banane/platani - mango - papaya - ananas e gujaba). Però i cubani non sono magri, soprattutto le donne. Probabilmente abusano di chicharrita de platano (
sembrano patatine fritte e invece sono banane!), riso, che si sa gonfia la pancia, e alcol! O forse la pancia fa da contrappeso al sedere sporgente:-)?
Indossano sempre e a tutte le età canotte strette e scollate, bermuda o shorts.  

I cubani sono tutti fieri e allegri, non felici ma allegri, e vivono con il poco che hanno e con ritmi rilassatissimi. 

Non so dire, perché non l'ho studiato e non basta certo una vacanza a Cuba per capire, se la politica di Fidel stia facendo danni. Certamente sono fuori dal mondo (è tutto fermo a 50 anni fa e mi ricorda il sud Italia di quando ero bambina) anche se questo essere fuori dal mondo è diventata un'attrazione per la principale risorsa economica del paese: Il Turismo. Le vecchie macchine americane ne sono un esempio. Si pensa che a Cuba ci siano solo quelle e invece è pieno di macchine più moderne senza arrivare ai SUV o alle macchine sportive.

L'isola è giovane e con un grande fervore intellettuale. Il popolo è fiero perché sono stati per troppo tempo dominati e schiavizzati; sono molto legati alla rivoluzione, al Che e a Fidel perché, pur nel disastro economico in cui si trovano, sono diventati finalmente indipendenti e hanno conquistato un'identità.
Per carità manca dall'acqua fino al sale (come si dice a Messina) ma l'istruzione, la sanità e la sicurezza funzionano benissimo. Tutti hanno, bene o male, un lavoro e se si pensa che ancora nel XX secolo erano schiavi è un grande passo avanti di cui è giusto andare fieri. 

Pensavo, passeggiando all'Havana, ai paesi del medio oriente o ai paesi dell'est dai quali la gente fugge o è fuggita per via delle guerre. 
Cosa hanno trovato fuori quando e se sono arrivati vivi in un altro paese? Abusi e sopraffazione - specialmente le donne - umiliazione, spaesamento e altra povertà.
I cubani a Cuba sono e si sentono più protetti. Io se fossi in loro continuerei ad essere fiera del popolo a cui appartengono e delle conquiste fatte. Chissà cosa riserverà loro il futuro. 

Cosa ricordo di questa vacanza? Tanti bicchieri di succo di mango, centinaia di bottiglie di acqua Ciego Montero (la no. 1 en Cuba! ma forse sarebbe meglio dire la unica en Cuba visto che praticamente non ce ne sono altre), i pavimenti più belli che abbia mai visto (in quasi tutte le case anche le più umili), il Mojito, il Cuba Libre e tutte le persone che ho conosciuto.

Ps a Cuba non esiste la CocaCola ma la TuCola che ha un gusto leggermente diverso. George si è giustamente chiesto come faremo a preparare il Cuba Libre a Milano senza la TuCola:-) 

Foto Fernando


giovedì 15 agosto 2013

Ferragosto è arrivato....

e un altro mezzo anno se n'è andato. Così direbbe Claudia che si diletta a comporre poesie.

Io so solo che ormai l'età che avanza si sente....e se un tempo la settimana di ferragosto e il giorno di ferragosto in particolare, erano i momenti di maggiore svago (serate in spiaggia senza orari, discoteche e lunghe dormite di giorno, gite in barca, feste in spiaggia o in giardino) adesso non si vede l'ora che arrivi questa settimana perché davvero tutto si ferma (in teoria perché poi in pratica qualcuno che ti manda la mail di lavoro c'è sempre!) e ci si può riposare. 

Io poi sto facendo un riposo forzoso perché sono caduta dalle scale....e mi sono fatta male ad un piede. Niente di rotto ma ho una caviglia gonfia....e più la tengo in alto meglio è!

Come da tradizione siciliana a casa ci siamo tutti, figli, fratelli, mariti, mogli, fidanzati, nipoti, cugini e qualche amico.

Lunedì vado in vacanza - quella vera - per 15 gg a Cuba...viaggio itinerante da l'Havana a Santiago de Cuba, e poi Cienfuegos, Trinidad, Camaguey e visita a Santa Clara sulle orme del Che.

Il blog va in vacanza per qualche settimana.

Buon ferragosto a tutti!

sabato 10 agosto 2013

Chi non ha testa, ha gambe!

Nelle ultime settimane a causa di un'urgenza lavorativa (aggravata dal caldo e dal vuoto degli uffici in agosto) mi sono trovata ad andare a piedi in Tribunale tutti i giorni, a girare per cancellerie, a fare copie e fotocopie, code, attese, istanze. E mi sono divertita.
Ricordo che quando ho iniziato a lavorare a Milano questa era la regola. 
Ho vissuto realtà diverse: lo studio in cui ciascuno aveva il giorno della cancelleria e in quel giorno perdevo 10 kg, mi perdevo nei meandri del tribunale, arrivavo stanca morta (ed era solo l'ora di pranzo) ma imparavo tantissimo. La procedura civile non è solo teoria ma esiste anche una norma dedicata al 'fascicolo d'ufficio!!
Poi sono stata in uno studio in cui tutti i giorni, chi andava in Tribunale per le udienze si tratteneva poi per occuparsi dell'attività di cancelleria di quel giorno. In quello studio ho imparato la regola del chi non ha testa ha gambe! Poiché lo studio era vicinissimo al Tribunale, gli avvocati non si scomponevano minimamente se dimenticavi qualcosa. Bastava tornare in Tribunale!

Pensavo durante una delle mie ultime mattinate che mi manca un po' quel periodo e che mi piacerebbe ogni tanto non stare in call o in riunione tutto il giorno. I tempi in studio sono frenetici, quelli in tribunale più tranquilli perché se non ti armi di santa pazienza....è finita!

Succede invece sempre più spesso, soprattutto in organizzazioni piramidali come le aziende o i grandi studi legali che si deleghi tutto dalla stampa alle fotocopie e che il 'non mi compete' sia all'ordine del giorno. 
Ma perché? Capisco che l'esperienza, i ruoli e le responsabilità impongano di delegare ed è giusto perché delegare significa far crescere i più giovani e inesperti.

Ma ciò non deve volere dire rifiutarsi per principio di fare una cosa quando in fondo per farla ci vogliono 3 minuti e, a volte, si perde il doppio del tempo per delegare o spiegare ad altri cosa vogliamo con il risultato che, spesso, non otteniamo quello che volevamo e in più abbiamo perso il doppio del tempo!

Stare sempre seduti non aiuta la circolazione e fa venire la cellulite:-)

Facciamo le cose ogni tanto invece di chiederle, teniamoci allenati, andiamo alla stampante e alla fotocopiatrice e qualche volta facciamo qualcosa che sì potremmo delegare ma che ci piacerebbe fare direttamente e freghiamocene dei ruoli.

Mia nonna diceva: cu non sapi fari non sapi cummanari! 

sabato 3 agosto 2013

Sex and The City

Luglio è un mese infernale in tutti i sensi.  
Al lavoro tutto deve essere chiuso e in fretta. Ma perché con tanta urgenza se torniamo dopo 2/3 settimane? Mistero. 
Il caldo misto a zanzare in perenne contrasto con l'aria condizionata gelida di uffici e negozi. 
La lotta -che per fortuna conduco bene- con il mio compagno di stanza per l'aria condizionata: lui dice che io dovrei coprirmi di più e che lui è costretto in camicia e cravatta. Abbiamo trovato un valido compromesso: lui toglie la cravatta e io tengo un cardigan di emergenza e l'aria condizionata la accendiamo a intervalli regolari. 
In questo contesto, ieri sera dopo l'ennesima (e forse neanche ultima) settimana di lavoro calda e pesante, mi sono rilassata sul divano di casa e facendo zapping sul digitale terrestre mi sono imbattuta in una replica di Sex and The City. 
A parte il fatto che, come sempre accade, mi sono fermata a guardare l'episodio, ho poi realizzato di non averne mai parlato nel blog!
E dire che conosco gli episodi a memoria, che ho i DVD e che non mi stancherei mai di rivederlo.
Visti oggi però si guardano solo con lo stesso spirito con cui si rivedono certi vecchi film. Non è più particolarmente originale e le protagoniste hanno perso il loro glamour replicando se stesse nei due brutti film (il secondo più del primo) che ne sono seguiti.

La prima volta che la serie è stata trasmessa in TV in Italia erano gli anni '90. Anna Pettinelli conduceva un programma su TeleMontecarlo in cui si parlava ironicamente di sesso (grazie anche al Trio Medusa) e subito dopo veniva trasmesso un episodio in cui si trattava quello stesso argomento. 
Le quattro protagoniste sono (o meglio erano, perché nel frattempo sono invecchiate con noi) giovani, indipendenti, glamour, disinibite e di successo....anche se in fondo tutte (tranne Samantha) sognano l'Amore. 
All'inizio la serie ha fatto scalpore ed in effetti c'era anche un po' di volgarità ma c'era tutto quello che serve per distrarsi e fantasticare un po': New York, gli abiti firmati, belle donne e uomini ancor più belli,  sesso (tanto), delusioni, stranezze e tanto divertimento. 
E anche la formula è stata vincente: episodi brevi, un tema diverso (sull'amore e sulle donne) per ogni puntata e un solo filo conduttore. 
Poi sono arrivate le repliche, le repliche delle repliche e le repliche delle repliche delle repliche.
E ancora adesso basta sbirciare su la7 o la7d a tarda sera per trovare le nostre quattro amiche newyorchesi.

La mia preferita è Charlotte. Deve essere senz'altro della Bilancia! Un po' perché ha i miei stessi colori e gusti. È amante della casa e della vita tradizionale, apparentemente inibita ma in fondo aperta e moderna. E neanche stupida come potrebbe apparire. Elegantissima e mai estrosa. È solo una donna sincera con se stessa e con gli altri, che non ha paura di dire che vuole sposarsi e avere una famiglia.

Poi c'è Miranda, l'avvocato. Non è particolare bella ma è una professionista seria, valida e intelligente. È elegante e sexy e non c'è da meravigliarsi che abbia avuto tanti corteggiatori prima di sposare Steve (il meno glamour della serie ma certamente più simpatico di Mr. Big).

Samantha è in assoluto la più intelligente del gruppo. È onesta con se stessa e con gli altri. Non è bella, anzi è banalotta, non è elegante ma è molto simpatica. È una donna che si gode la vita senza falsi moralismi. E ha dato una grande lezione a tutte noi quando ha combattuto contro il cancro. E ha vinto! 
Per fortuna la serie è finita prima che potesse rendersi ridicola per via del trascorrere degli anni.

E poi c'è Carrie. È una bella donna, per carità. Ma la trovo un po' sopravvalutata. 
È poco elegante (ha cose bellissime ma non sempre il gusto necessario per indossarle), è autrice di una rubrica di successo grazie alle idee che le danno le sue amiche e fondamentalmente è un pochino stupida. Però è un'amica sincera ed è su quello che si fonda tutta la serie. Sul fatto che si sia lasciata sfuggire uomini meravigliosi per aspettare Mr. Big..... No comment!

Adesso la mia serie preferita è Downton Abbey...si vede che sto invecchiando!

C'è poi una singolare coincidenza. È già la seconda o la terza volta che nel fare zapping mi capita l'episodio in cui Samantha scopre di essere malata. Vabbè questa è un'altra storia!